LAGUNA NEL BICCHIERE 2015 – oggi

“Recuperare le vigne , salvaguardare una tradizione e proteggere un paesaggio originale e quasi sconosciuto, rivelando il nascosto rapporto città-campagna di Venezia”. Niente più di queste poche righe può meglio descrivere lo scopo e la passione che guidano gli associati della “Laguna nel bicchiere”: vigne, tradizione, paesaggio e amore per la laguna.

Fin dall’Alto Medioevo la vite era protagonista in laguna, all’interno dei numerosi monasteri che nell’arcipelago come nella gronda lagunare ne demarcavano, controllavano e dirigevano il territorio e la sua messa a coltura. Tracce evidenti di questa tradizione vitivinicola si trovano nei documenti, negli scavi, negli spazi ancora presenti e nella toponomastica della città, in luoghi dal nome quali San Francesco della Vigna, Isola delle Vignole o Ramo o calle della Vida.

A custodia e vitalizzazione di questa tradizione qualche anno fa tra le isole della laguna nasce questa associazione dalla passione di un gruppo di illuminati osti, ristoratori, cittadini, studenti, pensionati, tutti raccolti intorno alla figura carismatica, visionaria e conviviale del Prof. Flavio Franceschet: sono tutti amanti della città e della sua umanità pulsante. Dall’anno della nostra apertura, il 2015, grazie alla amicizia instauratasi con Flavio, siamo membri dell’associazione e come associati ne condividiamo le attività per quel che il lavoro di osti ci consente, partecipando agli eventi da essa organizzati ed organizzando serate di presentazione delle nuove annate da noi, all’Adriatico Mar come dagli amici osti in città.

Le uve provenienti dalle vigne ancora esistenti in laguna, catalogate, mappate e recuperate negli anni attraverso un lavoro serio e professionale di riconoscimento varietale fatto in collaborazione con esperto Alfio Lovisa, convergono nei giorni della vendemmia verso l’Isola di San Michele, nella cantina dell’antico monastero francescano e poi benedettino, ora adibito a cimitero della città. Da Malamocco, dalla Giudecca, da Sant’Elena, dal monastero degli Scalzi e l’isola delle Vignole le cassette di uva raccolte a mano dagli associati confluiscono all‘antica cantina del Monastero di San Michele per i processi di genesi del vino: deraspatura, spremitura, batonaggio, travasi, imbottigliamento ed infine etichettatura.

E la cosa eccezionale è che questo gruppo di vignaioli improvvisati, in un terreno proverbialmente non vocato alla qualità della produzione vinicola, con viti e varietà sparse per tutta la laguna quasi dal Caso, da una raffica di vento, vignaioli volontari che operano con mezzi di fortuna in una cantina medievale dismessa da secoli, questo manipolo di vignaioli da crociata fa un vino non solo “interessante”, ma “veramente buono“, di spavalda personalità, con un progetto sempre più definito ed una qualità ogni anno migliore e sorprendente.

A questa bellissima iniziativa locale ma aperta al dialogo con il mondo invitiamo tutti, cominciando col prenderne visione nel relativo sito:

https://www.lagunanelbicchiere.it/