PRODUTTORI

Lavorare direttamente con i produttori senza passare attraverso distribuzioni vuol dire operare ad un livello di intimità personale e di amicizia, sostenendo e promuovendo l’identità loro, dei loro vini e del territorio di appartenenza più che l’aspetto mercantilistico della loro produzione. Così facendo si riduce la filiera produttiva al minimo avendo a che fare direttamente ed esclusivamente con piccoli vignaioli, norcini, macellai, casari, ortolani, mastri birrai e maestri di salagione del pesce che del territorio sono figli, espressione e custodi. Ne nasce una ricerca sempre in atto, fatta di chilometri, vigne e cantine, di strade bianche, di marne, basalti e arenarie, di costoni collinari seguiti sulla mappa, di orti, stalle e uliveti, di assaggi, di merende improvvisate, di pisolini nel retro della macchina, di abbracci e strette di mani.

Le mani che lavorano vigne ed uliveti, che mungono le mucche, che salano carni e pesci.

Privilegiamo i vitigni autoctoni nel tentativo di preservarli dall’estirpazione e dall’estinzione, causata spesso da strategie dominate dal mercato. Uve, biotipi autoctoni da valorizzare come eredità culturale di terre, acque, soli e venti che li generano; uve a volte corsare, naufraghe, erratiche ma che una volta piantate le radici hanno saputo identificarsi con l’ambiente circostante, creando con esso un dialogo che perdura da secoli.

Lavoriamo esclusivamente con vini prodotti in modo naturale, prediligendo le bottiglie di monovitigno per affermarne il più possibile l’importanza dell’identità e per farne apprezzare la diversità da biotipo a biotipo, da territorio a territorio, per esposizione, altitudine, mineralità, filosofia del vignaiolo.

Vini non invasi dalla chimica, non ipnotizzati e spersonalizzati enologicamente, ma frutto di un lavoro coscienzioso, professionale ed artigiano, in vigna ancor prima che in cantina.

Ne nascono così vini dalla spiccata personalità i cui produttori, piccoli vignaioli indipendenti, eroicamente lavorano esigui fazzoletti di terra spesso abbarbicati e parcellizzati, appezzamenti di neanche un ettaro. Gente che opera con basse rese nel rispetto del bevitore e quindi della Natura, senza forzarla o piegarla in nome della produttività. Gente che non diserba, se defoglia lo fa a mano, non avvelena piante e terra con pesticidi e diserbanti, lavora con lieviti autoctoni, seleziona e raccoglie le uve a mano, in cassetta, per una produzione di poche migliaia di bottiglie. Gente che fa il vino in vigna e non corregge in cantina gli squilibri creati in pianta.

Gente che si complica la vita. E ne è felice.

Similmente operano macellai, casari, salatori di pesce, produttori d’olio e norcini i cui prodotti da montagna, collina, pianura e oltremare arrivano fino a noi, scendendo giù fino al mar, all’Adriatico Mar, nel rispetto di una tradizione che in laguna perdura da secoli. Spesso siamo noi che andiamo in cantina o macelleria a prenderli e li portiamo in macchina fino alla gronda lagunare ove li affidiamo all’epos dello JADRAN, la nostra batea gradese, che li guida dolcemente attraverso i canali di Venezia fino all‘Adriatico Mar. E’ questa in fondo l’ultima parte di una liturgia cominciata con la vendemmia di fine estate, con l’alchemica trasformazione dell’uva in vino, metamorfosi dionisiaca, protratta festa, celebrato arrivo lagunare su barca,

Abbiamo quindi scelto di presentarvi qui i nostri produttori, raggruppandoli per territorio, anzi diremmo per terreno; perchè tutta questa storia in definitiva è una questione di radici fisiche, culturali ed emotive.